EUROPA '50
A cura di Enrica Viganò e Susanna Colombo
Foto & Photo Festival 2002
Villa Arese Borromeo, Cesano Maderno, 26 settembre - 4 novembre 2002
Ottanta immagini scattate tra il 1950 e il 1960 in
Austria (Vienna, 1951. La città ancora sotto l’amministrazione sovietica. Il parco del Prater e i canali del Danubio.),
Francia (Parigi, 1953. Ritratto della città per il settimanale Le Ore. Tolone, 1955. Marsiglia, 1957, il porto.),
Inghilterra (Ritratto di Londra, Oxford e Brighton, 1951),
Irlanda (Dublino nel 1951),
Germania (La regione della Saar, bacino di estrazione del carbone, nel 1952, territorio tedesco sotto l’amministrazione francese. Colonia e Heidelberg, 1952. ),
Unione Sovietica (Mosca, Leningrado e Kiev con i santuari della Laura. 1956),
Spagna (Ritratto della Spagna franchista, 1952),
Italia (Luoghi e città dell’Italia dal 1951 al 1959).
Il giorno dell'inaugurazione della mostra "Europa anni '50", al Foto&Photo Festival di Cesano Maderno, ho seguito con un'attenzione un po' ovattata dall'eco dell'evento in corso gli sguardi e le espressioni di chi guardava le fotografie di Giancolombo appese alle pareti. Non solo le teste imbiancate, che ricordavano con chiarezza il gesto di sfogliare riviste e incuriosirsi alle vicende delle star che Giancolombo immortalava, si sono stupiti e hanno sentito un tocco speciale alle immagini della Vienna ancora piegata sotto la dominazione sovietica, della Parigi magica e nebbiosa, dell'Inghilterra del benessere, della Spagna orgogliosa e caotica del franchismo, del mistero della Russia del 1956. Per molte persone presenti era la prima volta. Erano stupiti, interessati, curiosi; erano giovani. Non potevano avere visto prima quelle fotografie proprio per questo. Giancolombo, un esordiente già famoso, ottantun anni di gioventù immutata che comunica subito con l'altra gioventù.
E quando ciò che si comunica sono la passione e la malinconia arrangiate insieme dall'istinto, involontariamente fissate nell'attimo di uno scatto meccanico, quando l'apparecchio fotografico non ha più peso nelle mani; allora si tocca l'anima, anche di chi non ha ricordi. Non è ciò che si vede, oppure ciascuno di noi avrebbe nel cassetto e negli album la storia, nelle immagini della propria infanzia. Non è ciò che si vuole mostrare, oppure ci sarebbe un'intenzione supponente e superba. acconto istintivo di chi c'era, di chi ha visto, ma con una magia indecifrabile: come il pittore che nella mano ha un segno come tanti altri, fatto di punti nello spazio piano, ma chissà perché uniti in un modo unico, un tratto irripetibile che rappresenta, suggerisce, fa intuire. Susanna Colombo